Installare OS X 10.10 Yosemite – nel modo giusto

novembre 3, 2014

OS X Yosemite si presenta come un innocuo software update all’interno dell’App Store, ma meglio non cascarci!

Innanzitutto, ho smesso di fidarmi dei rilasci “versione x.0” di Apple: da tempi meno recenti quando i file copiati su dischi di rete sparivano in OS X 10.6 a iOS 8.0 sembra che, nonostante gli anni passino, il vizio di Apple di trattare gli “early adopter” come “beta tester” rimane.

Va detto che però non sempre si può aspettare i 2/3 mesi che servono per preparare il primo “Combo update” (che di solito esce verso la seconda metà di Novembre)… e poi la tentazione di provare un giocattolo nuovo (e gratuito) è troppo forte, no?  Allora cerchiamo almeno di farlo nel modo “giusto” (Cioè senza lanciare l’aggiornamento dall’App Store, ma scaricandolo e installandolo da una pendrive USB).

Prima di cominciare

  • Dotarsi di una pendrive da almeno 8GB di capienza, e assicuratevi che non ci sia salvato sopra nulla che vi interessa conservare.
  • Scaricare (ma non installate) l’aggiornamento a Yosemite. Dovreste trovare il file “Install OS X” nella vostra cartella “Applicazioni”.
  • Assicurarsi di essere amministratori del Mac che state usando (se è il vostro Mac e siete gli unici che lo usate, state tranquilli: lo siete certamente).
  • Eseguite questa procedura da un Mac con installato almeno Snow Leopard 10.6.
  • Fate un backup! Con hard disk esterni USB ai prezzi di oggi, non ci sono scuse per non avere un backup di Time Machine.

Cominciamo

  • Scaricate DiskMaker X a questo indirizzo e copiatelo nella cartella Applicazioni.
  • Inserite la pendrive nel Mac
  • Eseguite DiskMaker X, selezionate “Yosemite” e seguite la procedura passo dopo passo.
  • Portate pazienza (circa un’oretta al massimo) e non spaventatevi se si aprono/chiudono finestre del Finder in modo automatico: Diskmaker X “automatizza” una serie di passaggi che dovremmo fare manualmente.  Al termine avrete una pendrive con l’installer di OS X Yosemite.

Diskmaker X

 

DiskMaker X Working

 

diskmaker x finished

 

L’aggiornamento vero e proprio

Si tratta ora di eseguire l’update vero e proprio:

  • Trovate un momento in cui avete la possibilità di lasciare il Mac a lavorare per un po’ di tempo (ad esempio prima di andare a dormire)
  • Con la pendrive inserita, spegnete il Mac (o riavviatelo)
  • Mentre premete il tasto di accensione, tenete premuto il tasto “ALT” sulla tastiera, a lungo, finchè non compare un menu dove potete scegliere quale sistema avviare.
  • (Opzionale: Aprite Disk Utility ed effettuate un giro di “Ripara Disco”. Al termine, chiudete Utilità Disco e riprendete al punto successivo di questo elenco)
  • Selezionate “Install OS X”
  • Selezionate la lingua che volete usare
  • Dal menu che si presenta, scegliere l’opzione “Installa OS X”
  • Seguite la procedura. I dati verranno mantenuti e il sistema verrà aggiornato.

 

Install OS X

 

Problemi che si potrebbero presentare

  • Se l’aggiornamento è fermo da parecchio tempo sulla schermata “Mancano circa X minuti”… aspettate! Può darsi che ci vogliano anche delle ore (anche 8 o più) ma prima o poi finirà! Se volete evitare l’attesa, seguite questa guida

 

 


Mac OS X: come effettuare la connessione automatica a un server durante il login

settembre 12, 2012

Se volete che il Mac si colleghi in automatico a delle cartelle di rete, basta trascinarle negli “Elementi di Login”

Mac OS X: come effettuare la connessione automatica a un server durante il login
.

Quando leggo queste cose mi si intenerisce il cuore e capisco perchè non riesco a fare a meno di (Mac)OS X 🙂


Ricostruire l’indice di Spotlight manualmente

maggio 8, 2011
sudo mdutil -i off /
sudo mdutil -i on /
rm -rf /.Spotlight* 
sudo mdutil -E /

Grazie!

Su Lion sembrerebbe possibile usare anche:

sudo mdutil -a -i off
sudo mdutil -a -i on

Cosa ha di speciale un Mac?

marzo 24, 2010

Stasera, sarà che mi sono imbattuto in questo post di Pollycoke o che parlando con mia cugina mi è stata posta la domanda “Ma che differenza c’è tra Mac e Windows?”, mi sento in dovere di buttare lì due righe a riguardo della domanda “Ma cosa ha di speciale un Mac?”.

Iniziando a rispondere alla domanda riguardante la differenza tra Windows e Mac (che già è sbagliata di fondo perchè la differenza sta tra un PC e un Mac e tra Windows e Mac OS X, ma parlerò essenzialment del secondo aspetto), innanzitutto ho chiarito che si può parlare di aspetti puramente tecnici/tecnologici (a livello di kernel, linguaggi di programmazione, etc) e poi di aspetti legati all’uso e all’interfaccia.

A riguardo dell’interfaccia quindi ho fatto notare la coerenza tra le applicazioni, le minori “strade alternative” per ottenere determinati risultati (un esempio: aprire le proprietà del sistema da Windows), la presenza di punti di riferimento fissi (ad esempio la Menu Bar in alto) che non disorientano l’utente.

Poi sicuramente mi è venuto in mente di citare il fatto che Apple realizza Mac OS X in base al proprio hardware mentre Windows deve costantemente confrontarsi con migliaia (solo?) di configurazioni hardware diverse tra loro. Da qui spiegato il perchè Mac OS X “Just Works”, nel senso che il legame hardware-software è fortissimo in casa Apple.

Ed infine, la summa di questi pensieri: Mac OS X (o se vogliamo, “Il Mac”) ha il pregio di astrarre il software dalla “macchina” sottostante. Oltre a conoscere la quantità di ram installata e lo spazio su disco, ben pochi altri aspetti hardware sono presentati all’utente Mac. Quando dovete scegliere il vostro Mac su Apple Store, il masterizzatore è un generico “SuperDrive” e del processore viene citata solo la velocità (niente numeri di serie, codici identificativi, etc.), tanto per fare un paio di esempi.

Quando usate un Mac, raramente verranno citate le caratteristiche hardware del computer perchè… funziona e basta! 🙂

Perfino uno smanettone di lunga data come me, che da sempre (e tutt’ora) ha assemblato PC con l’attenzione ad ogni minimo particolare, passando a Mac OS X si “dimentica” del processore che ha installato, si disinteressa della frequenza delle memorie o alla velocità del disco perchè il Mac è una “scatola magica” (e dall’aspetto decisamente piacevole!) che fa quello che gli dico io. Non è un “computer”, che lo si associa a pezzi sparsi, silicio, chip, schede logiche e plastica: il Mac è un “oggetto”  che svolge il mestiere per il quale è stato progettato, cioè far girare i nostri programmi per renderci la vita (sperabilmente) più semplice.

In base a quanto detto, quando qualcuno vi chiederà “ma cosa ha di speciale un Mac?”, la vosta risposta sarà sempre la stessa di prima: “È un Mac.“.

Con la differenza che ora sapete spiegare da dove viene 😉


Vari comandi per riavviare il Dock, la Barra del Menu

marzo 15, 2010

Nel caso capiti di avere la “spinning beach ball”, classico esempio di applicazione Mac “freezata” su Dock, oppure Finder, oppure Menu Bar (la barra dei menu in alto), potete provare i seguenti comandi:

Finder:
killall -KILL Finder
(funziona anche aprire la finestra di Chiusura forzata applicazioni con ALT+Command+ESC)

Dock:
killall -KILL Dock

Spaces:
killall -KILL Dock

Barra dei menu:
killall -KILL SystemUIServer

Un grazie a: http://www.thxbye.de/mac/mac-restarting-the-mac-os-x-dock-finder-spaces-or-menubar.html


Come lanciare le applicazioni di Mac OS X dalla linea di comando (Terminale)

novembre 4, 2009

How to Launch GUI Applications from the Terminal – OS X Daily.